Author: redapost

Perché l’8 marzo è la festa della donna: origini e significato

Perché l’8 marzo è la festa della donna: origini e significato

Perché l’8 marzo è la festa della donna: origini e significato

L’8 marzo si celebra la festa delle donne, ovvero la Giornata mondiale dedicata alle donne, celebrazione in cui vengono riconosciute le conquiste femminile sul piano dei diritti, dell’economia e della politica, e giornata per riflettere anche sulle discriminazioni e le violenze che, ancora oggi, colpiscono le donne in tutto il mondo. Le origini di questa festa affondano le radici agli inizi del Novecento: ma perché la festa della donna si festeggia l’8 marzo e qual è il suo significato?

Qual è il significato della festa della donna?

Il significato di questa ricorrenza è quello di ricordare e riconoscere le conquiste economiche, sociali e politiche delle donne. In occasione dell’8 marzo, infatti, nelle città d’Italia si parlerà dei diritti delle donne, della storia dei movimenti femministi e dell’evoluzione delle condizioni delle donna nel corso del tempo. L’emancipazione femminile è però un percorso sempre aperto: in alcuni Paesi, infatti, la disparità di genere è ancora molto marcata. Ma perché si festeggia l’8 marzo?

Origini della festa della donna: perché si festeggia l’8 marzo

Le basi per affrontare la questione femminile furono gettate durante il Congresso della Seconda Internazione Socialista, tenutasi a Stoccarda nel 1907: qui fu votata una risoluzione in cui ci si impegnava e lottare per ottenere il suffraggio universale. Nello stesso periodo fu fondato l’Ufficio Informazione delle donne socialiste. Fu poi nel maggio del 1908 che si cominciò a parlare di Women’s day, quando la presidente dell’Ufficio, Corinne Brown, presiedette a una conferenza domenicale socialista a Chicago a cui tutte le donne erano state invitate.

È però nel febbraio del 1909 che, negli Stati Uniti, nasce l’idea di una giornata internazionale della donna, su iniziativa del Partito Socialista Americano. La proposta venne accolta nel 1910 durante la Conferenza Internazionale delle donne socialiste ma, fino al 1921, i singoli Paesi scelsero giorni diversi per la celebrazione. Fu durante la Seconda Conferenza delle donne comuniste, tenutasi a Mosca nel 1921, che viene approvata un’unica data per le celebrazioni, per ricordare la manifestazione contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo, che ebbe luogo l’8 marzo del 1917.

La Giornata Mondiale della Donna è stata però ufficializzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite solo nel 1977: fu adottata una risoluzione tramite la quale propose a ogni Paese di istituire un giorno all’anno la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” e molti Paesi scelsero proprio l’8 marzo per celebrare la Festa delle donna.

Quando la festa arriva in Italia e perché la mimosa è il fiore simbolo

In Italia la festa della donna si celebra per la prima volta nel 1922, ma il 12 marzo e non l’8. Nel settembre del 1944 fu istituito a Roma l’UDI, Unione Donne Italiane, che decisero di celebrare l’8 marzo la giornata della donna nelle zone liberate dell’Italia. Nel 1946 sarà invece associato a questa festa il suo simbolo: la mimosa. Si tratta di un fiore giallo che sboccia proprio i primi di marzo, e fu scelto dalle organizzatrici delle celebrazioni di Roma perché si trattava di un fiore di stagione  e poco costoso. In realtà, poi, anche il colore del fiore ha assunto un significato: il giallo è infatti il colore della forza, della vitalità e della gioia e rappresenta anche il passaggio dalla morte alla vita. La mimosa diventa quindi il simbolo che ricorda le battaglie delle donne per l’uguaglianza tra i sessi.

Il falso storico dell’incendio in fabbrica

Riguardo alla nascita delle Festa della donna, si fa spesso riferimento a un episodio drammatico: l’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo del 1911 in cui persero la vita 123 donne. L’evento ebbe una forte eco sia sociale che politica e, in seguito, furono varate huove leggi sulla sicurezza sul lavoro. Non è però da questo evento che trae origine la Giornata della donna: si tratterebbe di una distorsione della memoria storica dovuta all’isolamento della Russia e del movimento comunista, e alle vicende della Seconda guerra, mondiale, che fecero perdere le reali origini della manifestazione. Nel dopoguerra cominciarono così a circolare false voci, secondo le quali, l’8 marzo, avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di un’inesistente fabbrica di camicie Cotton, avvenuto nel 1908 a New York, facendo forse confusione proprio con l’incendio della Triangle del 1911.

Fonte: Perché l’8 marzo è la festa della donna: origini e significato

Alessandra Amoroso a “C’è posta per te” in versione diva: l’evoluzione di stile della cantante

Alessandra Amoroso a “C’è posta per te” in  versione diva: l’evoluzione di stile della cantante

Alessandra Amoroso a “C’è posta per te” in versione diva: l’evoluzione di stile della cantante

Alessandra Amoroso è una delle cantanti più amate e seguite degli ultimi anni, è diventata famosa dopo aver vinto l’edizione del 2009 di “Amici di Maria De Filippi” e da allora ha calcato i palcoscenici italiani più ambiti. Ancora oggi ha un rapporto speciale con la nota presentatrice che ha contribuito a farle raggiungere il successo e lo ha dimostrato lo scorso sabato prendendo parte a “C’è posta per te“, dove ha fatto una sorpresa commovente a una delle protagoniste della puntata. La cosa che tutti hanno notato è che ha cambiato completamente stile, apparendo in un’inedita versione diva.

L’evoluzione di stile di Alessandra Amoroso

Era il 2009 quando Alessandra Amoroso è apparsa per la prima volta in tv, partecipava ad “Amici di Maria De Filippi”, il talent show che ha vinto, e indossava solo delle comode tute fornite dalla produzione del programma. Oggi i tempi sono cambiati e la cantante, oltre ad aver calcato i palcoscenici italiani più ambiti, ha anche rivoluzionato il suo aspetto e il suo stile. Dopo il trionfo nella trasmissione, ha detto addio ai look sportivi, ha perso qualche chilo e ha cominciato a indossare solo capi eleganti e glamour come minidress di paillettes, lunghi e sofisticati abiti da sera, tailleur raffinati e vertiginosi tacchi a spillo. A vestirla spesso, il brand Dsquared2, che ha aggiunto un tocco rock al suo armadio e negli anni successivi Elisabetta Franchi, che ha invece fatto emergere il suo temperamento da “lady bon-ton”. Oggi ha dato una nuova svolta al suo modo di vestire, apparendo come una vera e propria diva sul palco. Lo aveva già dimostrato all’Ariston durante la 69esima edizione del Festival di Sanremo, dove aveva puntato sul total black con un coprispalle di piume, e ne ha dato la conferma a “C’è posta per te”. Ospitata nell’ultima puntata del programma, ha infatti indossato un sofisticato tailleur a righe rosse e blu con giacca doppio petto e pantaloni palazzo, stravolgendo tutti con la sua raffinatezza.

Stefania Sciortino, la stylist che cura i look di Alessandra Amoroso

Si chiama Stefania Sciortino, ha 38 anni ed è la stylist delle star. Tra i suoi clienti c’è anche Alessandra Amoroso, della quale ha cominciato a curare i look da qualche anno. E’ proprio grazie al suo aiuto che la cantante pugliese è stata capace di cambiare con frequenza stile, rinnovando in modo radicale la sua immagine e maturando anche dal punto di vista estetico. Secondo lei, la Amoroso odia tutto ciò che è volgare ed eccessivo, preferisce look femminili, di classe ma allo stesso tempo divertenti, insomma, ha le idee chiare quando si parla di abiti e accessori. Qual è la griffe che ha firmato l’outfit sfoggiato a “C’è posta per te”? Dolce&Gabbana, Maison che ha cominciato a vestirla a partire dalla sua apparizione al Festival Sanremo. La Amoroso avrà finalmente trovato la sua dimensione in fatto di outfit? L’unica cosa certa è che in questa nuova versione “diva” i fan la amano più che mai.

Fonte: Alessandra Amoroso a “C’è posta per te” in versione diva: l’evoluzione di stile della cantante

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